
Place Vendome 15, nel cuore del 1° arrondissement, una delle zone più eleganti di Parigi, vicino alle boutique di lusso, ai Jardins Des Tuileries e al Museo del Louvre, si erige nella sua maestosità il più classico e lussuoso hotel, tra i più prestigiosi al mondo. Chi, almeno una volta nella vita, non ha desiderato oltrepassare il suo ingresso e godere del fasto che esso sprigiona? Stiamo parlando senza ombra di dubbio dell’Hotel Ritz.
Un po’ di storia
Il Ritz è stato inaugurato nel 1898 dal celebre albergatore svizzero César Ritz, in collaborazione con il più famoso chef del tempo: Auguste Escoffier. La sua costruzione definì i nuovi standard del lusso: fu una delle prime strutture in Europa ad avere bagni privati in camera, l’elettricità e il telefono presente in ogni stanza. Nel 2016, dopo un lungo periodo di chiusura, dovuto ad una grande ristrutturazione, ha riaperto mantenendo lo stile storico della Belle Époque, con confort moderni ma discreti e una sensazione di “residenza privata aristocratica”. Non è certo un hotel minimalista: è opulenza classica, calda ma sempre equilibrata. Nei secoli è stata la “casa” di molte personalità e celebrità internazionali.
Il RITZ e le celebrità
Coco Chanel abitò in una suite dal 1937 fino alla sua morte, nel 1971; lo scelse non solo perché il suo atelier si trovava, in 31 rue Cambon, a pochi minuti a piedi, ma si narra che lo fece anche perché rappresentava l’eleganza discreta e senza ostentazione del lusso, valori perfettamente in linea con il suo stile. Ancora oggi l’Hotel conserva la Suite Coco Chanel, arredata come lei l’aveva creata. È una delle suite più richieste e anche la più costosa. Ma il Ritz fu anche luogo di ritrovo di molte altre personalità: Ernest Hemingway ne era un habitué negli anni ’20; F. Scott Fitzgerald lo frequentò assiduamente durante gli anni ruggenti parigini, insieme ad Hemingway, ma precedentemente anche Marcel Proust si dice amasse cenare nel suo ristorante per “osservare” l’alta società parigina, fonte d’ispirazione per “La Recherche du temps perdu”. Charlie Chaplin ogni volta che arrivava a Parigi, prenotava la stessa suite. Ai giorni nostri Audrey Hepburn amava soggiornare qui, sia durante le riprese dei film, sia quando viaggiava per piacere. In questo elenco non può mancare la Principessa Diana che l’ultima volta che vi soggiornò fu con Dodi Al Fayed. Chi di noi non ricorda uno degli ultimi fotogrammi in vita di Lady D che lascia il Ritz la sera del tragico 31 agosto.
La location
Appena si entra da Place Vendome ci si trova a La Grande Entrée, in stile Luigi XVI, con pavimenti di marmo lucido, lampadari di cristallo, boiserie dorate e composizioni floreali spettacolari, che vengono cambiate tutti i giorni. L’atmosfera è luminosa, raffinata, ma senza ostentazione. Attraversando i corridoi ci troviamo nel Grand Jardin, un cortile verde curatissimo, con fontane e tavoli all’aperto, in un’atmosfera silenziosa e riservata. In primavera è uno dei luoghi più romantici di Parigi. Se ci si addentra nelle varie sale e saloni troviamo la Sala dedicata a Proust, ideale per sorseggiare un tè nel pomeriggio; il Bar Hemingway, piccolo e raccolto che ricorda l’atmosfera da club privato degli anni ’20 è un luogo iconico, dedicato allo scrittore, famoso per il cocktail d’autore. A disposizione degli ospiti il celebre ristorante L’Espadon, con cucina gourmet francese e Le Comptoir, una pasticceria con creazioni del maître pastier Francois Perret. Per concludere il Ritz vanta 142 tra camere e suite elegantemente arredate. La presenza di sale e saloni per meeting, conferenze ed eventi privati ne completano l’offerta. Ciliegina sulla torta: la presenza di una tra le più esclusive Spa con Piscina che allieteranno il soggiorno.
Il Bon ton
Se si vuole vivere un’esperienza senza sfigurare, vi diamo dei piccoli suggerimenti su come vestirsi per i vari spazi e momenti. Qui il dress code è importantissimo e se non siete consoni all’ambiente, difficilmente vi potrete accedere. Quindi, se volete prendere un tè al Salon Proust, l’abbigliamento consigliato è elegante casual-chic, da evitare rigorosamente Jeans, t-shirt e sneakers. Volete assaporare un cocktail al Bar Hemingway? Ebbene l’aspetto dovrà essere più sofisticato, ovvero smart-casual o formale, quindi colori sobri e tagli classici. Volete stare in giardino o nelle terrazze? Vi basterà un abbigliamento più casual ma sempre raffinato, sandali sì ma eleganti, non ciabatte! E per le aree comuni o per sostare nella hall? Anche se non è obbligatorio, meglio un look curato.
Insomma, non ci sono regole rigide, ma di buon gusto. L’ambiente è molto elegante e vestirsi in modo adeguato è una richiesta lecita e di estremo rispetto. Se volete solo visitarlo ed entrare per dare un’occhiata sappiate che queste regole varranno anche per gli avventori. Quindi è necessario adeguarsi per essere perfettamente in armonia con l’eleganza senza tempo del Ritz. A bientot!
