Per chi conosce Milano, Superstudio è una location di riferimento per eventi aziendali e privati, diventata in questi anni la sede ideale per piccole fiere e saloni di nicchia, incisivi e innovativi, aperti agli operatori o al pubblico, che si distinguono per l’ambiente elegante e l’organizzazione efficiente e flessibile.

Oggi intervistiamo Tommaso Borioli, da ormai 5 anni CEO di Superstudio Events, la nuova divisione eventi del gruppo. Occhi aperti sul mondo, mente brillante, nativo digitale, competente di economia come di tecnologia, Tommaso, con un giovane team esperto, innova la policy e rinnova gli spazi di Superstudio Più dedicati agli eventi.

Ciao Tommaso, nel 2016 ti viene affidata la nuova divisione Superstudio Events, con lo scopo di migliorare l’offerta e i servizi che peraltro già esistevano da 15 anni. Cosa ha significato, alla tua giovane età, all’epoca avevi solo 25 anni,  gestire un marchio cosi prestigioso e riconosciuto nel panorama milanese?

Ha significato molto. È stata una grande, grande responsabilità che mi hanno affidato. Io dentro Superstudio ci sono nato: fin da piccolo giravo tra i cortili in bicicletta, per me è sempre stato un posto famigliare. Arrivare poi a gestirlo, con una mia società, è stato un passaggio molto responsabilizzante. Considera che siamo partiti in 2 in un ufficio e dopo solo 5 anni abbiamo quintuplicato il fatturato. E’stato un percorso positivo, se guardo indietro mi ritengo abbastanza soddisfatto. Ho imparato tantissimo e chiaramente è stata un’opportunità poter partire comunque da una realtà già solida e molto conosciuta a Milano come quella di Superstudio.

Quanto è importante essere innovativi?

Moltissimo. La parte principale del nostro lavoro oggi è quella di essere innovativi, soprattutto di cercare sempre di capire di che cosa hanno bisogno i clienti, ascoltare le loro richieste e dove possibile, adattarsi alle nuove esigenze. L’innovazione è anche innovazione dei servizi offerti, è cambiare il modo di pensare. Questa è stata sicuramente la nostra chiave di successo. Siamo partiti che eravamo tutti molto giovani e abbiamo cambiato completamente il team degli eventi e devo dire che questo ci ha aiutato molto: con gente nuova, abbiamo mantenuto quello che di buono era stato fatto in passato ma abbiamo anche portato nuove idee, nuove procedure ed è servito molto alla fine. Credo che l’innovazione oggi sia la parte più importante del nostro lavoro, di ogni azienda, ma soprattutto di chi si occupa di eventi.

Rispetto a quando avete iniziato 5 anni, fa com’è cambiata la richiesta dei clienti? Che cosa è cambiato?

E’ cambiato che ora abbiamo una cura e un’attenzione diversa per il cliente che oggi è molto più esigente. Venire incontro a tutti i suoi bisogni ha fatto la differenza e il risultato di questo è stato lo sviluppo di un dipartimento di produzione al nostro interno per offrire a clienti e agenzie tutta una serie di servizi che prima non avevamo e di cui loro avevano bisogno. Abbiamo ampliato gli spazi disponibili ma soprattutto abbiamo “esploso” la parte dei servizi offerti connessi agli eventi.

Quale è stata la richiesta più strana che ti è stata fatta da un cliente?

Di far atterrare Pamela Anderson con un elicottero sul rooftop del Superstudio. Non l’abbiamo fatto, organizzativamente era complicato e non si è potuto fare. L’altra è stata quella di una delle big four della tecnologia che ci ha chiesto di abbattere dei muri per un evento, voleva aumentare la capienza della sala e anche questo non è stato fatto.

Ora parlaci del tuo nuovo progetto, del “tuo bambino”, Superstudio Maxi, che in un momento come questo è veramente una sfida…

Si, è una sfida perché il bambino è molto grande, sono 10.000 mq. di spazio. È anche molto impegnativo e personalmente l’ho scoperto dopo. La ristrutturazione e riqualificazione di un edificio industriale è molto difficile rispetto al fatto di ricostruirlo ex novo. I problemi tecnici sono stati infiniti e anche il periodo non è stato facile. C’è stato di mezzo il lockdown che è arrivato in un momento in cui noi abbiamo investito in questo progetto tutto quello che avevamo a disposizione e nel frattempo sono crollati i ricavi dagli eventi di Superstudio che si sono praticamente azzerati. Con il lockdown poi, abbiamo subito ritardi nei lavori ed è stato davvero molto impegnativo ma adesso siamo in dirittura d’arrivo, mancano poche settimane alla fine dei lavori e il risultato mi sembra molto buono. Ogni volta che porto un cliente per un sopralluogo, la reazione è sempre “WOW” e questa è per me una grande soddisfazione. E’ uno spazio diverso da Superstudio Più, è uno spazio unico di 10.000 mq. di cui 7.200 mq. coperti. E’ un unico grande ambiente, che si presta ad eventi diversi da quelli che facciamo qui adesso in Superstudio. Parliamo di grandi congressi, con molte persone o di grandi fiere. È stata pensata e realizzata una grande parte espositiva attrezzata. Non esiste oggi a Milano una struttura cosi grande, raggiungibile in 15 minuti dal centro città, con parcheggio, vicino alla metropolitana e all’accesso all’autostrada. Caratteristiche queste che la rendono una location unica e molto ambita. Siamo molto contenti di come è stato realizzato il progetto, che speriamo di inaugurare entro la fine dell’anno.