Fondazione Istituto Rizzoli - Luisella Malighetti

Questa settimana beviamo un caffè con Luisella Malighetti responsabile Comunicazione e Marketing della Fondazione Istituto Rizzoli.

Buongiorno Luisella e grazie per aver accettato il nostro invito. Per entrare nel vivo del tema, ti chiediamo subito: La pandemia ci ha cambiati, ha cambiato il nostro modo di lavorare?

Fondazione Istituto Rizzoli - Luisella MalighettiLa pandemia ha cambiato il modo di vivere di tutti noi, di comportarci. Ha cambiato le prospettive e ci ha spinto anche a modificare il modo di programmare il nostro prossimo futuro.

Il mondo del fundraising, ad esempio, che è un settore che conosco, perché me ne occupo in prima persona per la Fondazione Istituto Rizzoli,  deve in qualche modo riguardare l’approccio con i propri donatori,  deve mettere in campo anche nuovi strumenti e nuovi modi per gestire gli eventi e la raccolta fondi.

Con il lockdown ci siamo dovuti fermare e quindi abbiamo dovuto ripensare a ciò che non abbiamo realizzato nel 2020 e cercare di capire se gli stessi eventi, i nostri progetti, in cui fortemente credevamo fino a quel momento, potevano in qualche modo ritrovare la propria strada e la propria fattibilità in un futuro prossimo che speriamo sia il 2021.

Parliamo di Raccolta fondi. Secondo te questo settore ha sofferto più di altri?

Ha fatto molto la differenza l’obiettivo della raccolta e il settore: sanità e aiuti alimentari hanno sicuramente avuto una risposta molto importante da parte delle persone. Molti personaggi famosi attraverso appelli ed azioni concrete hanno scatenato una vera e propria gara di solidarietà, di emulazione e questo è stato un bel segnale. A costo di sembrare banale, devo dirvi che gli italiani quando c’è il bisogno, ci sono e rispondono.

Quindi la Fondazione Istituto Rizzoli ha fermato le sue attività?

No. In questo periodo non potendo fare nulla di persona e fisicamente abbiamo cercato di mantenere contatti on-line con i nostri donatori a li abbiamo aggiornati su tutte quelle che erano le nostre campagne.

Nel momento di picco del coronavirus, quando la pandemia ha preso il sopravvento sulle nostre vite e ha invertito l’ordine delle nostre esigenze, Fondazione Rizzoli si è sentita in dovere di fare qualcosa, anche se ben lontano da quello che è lo scopo fondamentale e la sua mission, cioè dare sostegno alla didattica e ai ragazzi che frequentano l’Istituto di Arti Grafiche Rizzoli.

Abbiamo attivato una campagna di raccolta fondi invitando i nostri donatori a fare un gesto importante di vicinanza e di aiuto al territorio di Bergamo che, in quel preciso momento, era il più colpito dal virus.

Bergamo è anche la città di adozione del nostro Presidente Campanella e quindi, anche lui in prima persona si è adoperato a supporto dell’emergenza. All’Ospedale Papa Giovanni XXIII e nei Presidi Sanitari mancava tutto: le mascherine, i camici, i guanti, le cuffie, le tute, le sovrascarpe e tanto ancora. Il nostro Presidente, amico di Fra Mauro dell’Ordine dei Cappuccini, che da anni si adopera con un gruppo di volontari ad aiutare medici infermieri e soccorritori delle associazioni di Primo Soccorso sul territorio bergamasco,  ha pensato di aprire una campagna di raccolta fondi a favore dell’Associazioni Mauro Signore Bergamo Elisoccorso.

Tra i nostri donatori è stata una bella gara di solidarietà e ci ha permesso di dare un po’ di “respiro” e risposte concrete a quelle che erano le emergenze del momento.

Fondazione Istituto RizzoliInoltre, in contemporanea all’emergenza sanitaria, si apriva un altro fronte di crisi che era quello della scuola. Fondazione Istituto Rizzoli, com’è nel suo mandato, doveva assolutamente supportare le esigenze dell’Istituto e quindi sostenere e raccogliere fondi per la didattica a distanza. Era un campo per tutti noi sconosciuto, stavamo vivendo un momento di grande cambiamento al quale far fronte con l’inesperienza di confrontarsi con qualcosa di totalmente nuovo ma con tanto, tanto buonsenso.  Ci siamo resi conto subito,  che tante famiglie non avevano un pc, un tablet in numero sufficiente per far seguire le lezioni ai figli e contemporaneamente lavorare anche loro da casa e quindi ci siamo attivati. Abbiamo scritto ai nostri donatori privati, alle Aziende Amiche e abbiamo chiesto loro di donarci PC, anche usati.  La risposta è stata puntuale e magnifica. Tante aziende ci hanno fatto recapitare i loro PC, pensate che Esselunga ci ha donato 20 tablet che abbiamo provveduto a consegnare ai nostri ragazzi affinché potessero seguire da subito le lezioni e potessero fare i compiti.  La stessa campagna l’abbiamo allargata online attraverso la Rete del Dono: qui abbiamo raccolto una bella somma per acquistare la strumentazione mancante.

Cosa prevedete e pensate di fare nel 2021?

Fondazione Istituto Rizzoli - Cena di NataleIn realtà a fine 2019 avevamo pianificato tutta una serie di eventi e di attività che si sarebbero dovute svolgere tra il 2020 e il 2021. Eventi live, a partire dalla cena di Gala di Natale, che siamo riusciti a realizzare lo scorso anno e che era stato il nostro primo momento ufficiale di presentazione della Fondazione. A questo, sarebbero seguiti altri eventi di diversa come una corsa campestre insieme ad altri partner di Organizzazioni Non Profit , una mostra fotografica e altri eventi che ben si sposavano con quello che è la nostra Mission e il nostro obiettivo.  Purtroppo in questo clima di incertezza non possiamo fare grandi programmi.

Certamente erano dei progetti in cui credevamo e che ci avrebbero dato la possibilità di avere un contatto diretto con i nostri Donatori. Crediamo fortemente che per una raccolta fondi sia fondamentale che ci siano messaggi emozionanti ma anche momenti di aggregazione tra i Donatori. La condivisione aiuta e fa sentire ognuno di noi parte integrante di un progetto più grande, dove ogni gesto assume un carattere più forte.  Ci auguriamo tutti e speriamo di ritrovarci nel 2021 per poter realizzare anche solo alcuni di questi progetti e quindi poter ritrovare e riabbracciare i nostri donatori che tanto hanno fatto e tanto continuano a fare per la nostra Fondazione.