Leonardo: un genio senza confini

Leonardo da Vinci, grande scienziato, sperimentatore e anticipatore dei suoi tempi, ci lascia un patrimonio di opere, invenzioni e intuizioni che ancora oggi sono di grande attualità. Non tutte sono conosciute, ma noi cercheremo di raccontarvene qualcuna tra le più curiose e le meno note.

Leonardo: un genio senza confini

Sono trascorsi 502 anni dalla morte di Leonardo e ancora oggi in Italia, ma anche in alcune città del mondo, il “genio del Rinascimento” viene celebrato con eventi culturali, mostre, incontri e conferenze, per ricordarne il suo estro, la sua creatività, che ben si materializzarono in molte arti.

Leonardo, figlio adottivo di un notaio, ancora giovanissimo, fu mandato dal padre a Firenze per imparare l’arte e lo fece presso la bottega del Maestro più importante del tempo: Andrea Verrocchio, scultore, pittore e orafo.

Che fosse un uomo di genio fuori dal comune, lo sappiamo tutti, ma che fosse un uomo alto, molto attraente, atletico e bello, fortemente carismatico, gentile e generoso, no. Queste doti lo fecero benvolere da tutti i suoi contemporanei che lo apprezzarono anche per il suo essere “insolito”; per quei tempi era un originale, amava l’eccentricità, e la mostrava anche indossando abiti dai colori molto vivaci e dalle lunghezze un po’ corte.

Su di lui sono state spese milioni di parole, idee e supposizioni, ma certamente per i suoi molteplici interessi, può essere considerato la massima espressione del Rinascimento. Non fu facile per Leonardo convivere con la propria versatilità, era incline ad interessarsi di tante materie e a studiarle a fondo contemporaneamente. Si dedicò con grande maestria a lavori di ingegneria, di idraulica e aerodinamica; amava la zoologia, si interessò anche di religione. Ma ebbe due grandi passioni: il disegno e la meccanica, sua scienza prediletta, alla quale portò il maggior contributo di originalità.

Su Leonardo sappiamo tantissimo perché ci ha lasciato una delle più ampie raccolte di disegni e scritti esistenti al mondo. Li vergava per sé, prendeva sempre appunti, scriveva su tutto. Dei suoi molteplici quaderni era gelosissimo al punto che, per mantenere il completo segreto sui suoi appunti, egli si servì di alcuni stratagemmi. Scriveva da sinistra a destra, in modo che i suoi fogli fossero leggibili solo allo specchio e molte volte anagrammava le parole sulle quali voleva tenere il massimo riserbo.

Non permise né ai suoi discepoli né ai suoi amici di consultarli, probabilmente per paura che le sue idee venissero saccheggiate. La sua scrittura, ancora oggi, desta meraviglia perché si narra che al posto di una comune penna d’oca usasse un prototipo di penna stilografica, da lui stesso inventata. La raccolta dei suoi scritti e disegni (oltre 1700) conosciuta come Codice Atlantico è custodita nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Leonardo era certamente un uomo proiettato nel futuro, tanto che ancora oggi è considerato un’icona e un simbolo di innovazione e creatività e le sue invenzioni ne sono la testimonianza.

Leonardo: un genio senza confiniNei suoi quaderni troviamo disegni minuziosi con riportati descrizioni dettagliate di sommergibili, aeroplani, automobili, carri armati, ma anche ventilatori, viti, chitarre, gru e calcolatrici, paracadute e salvagente, la bicicletta e il guanto palmato. Nel 1489 aveva intuito e disegnato l’elica come ancora oggi la conosciamo.

Ma tra le tante e conosciute invenzioni ce ne sono alcune che mai gli avremmo attribuito, se non fossero state documentate nei suoi taccuini. Un giorno osservando una pentola sul fuoco si accorse che le donne mettevano dei teli di lino per coprirla evitando così che il fumo cambiasse il sapore del cibo contenuto e si domando: “non si potrebbe inventare un oggetto permanente, indistruttibile? Farò un progetto” …. e realizzò, il coperchio. Leonardo: un genio senza confiniTra i disegni dei suoi avveniristici e intuitivi progetti vi erano anche: lo schiaccianoci, lo spremiagrumi, il cavatappi, il macinapepe, il trita aglio, il girarrosto automatico con una canna fumaria che attraverso il movimento dell’aria faceva ruotare l’elica per lo spiedo, ma anche un’affetta pane a vento, e udite udite le macchine per fare le lasagne e gli spaghetti.

Leonardo dopo aver lasciato Firenze andò a Milano dove visse molti anni in diversi periodi. Ma fu con Ludovico il Moro che riuscì ad esprimere la sua arte: dall’architettura alla pittura, dall’ingegneria idraulica e alla scultura. Fu nel 1494 che gli venne commissionata L’Ultima Cena, certamente uno dei capolavori vinciani più famosi al mondo. Ma con l’arrivo dei francesi che occuparono la città, Leonardo lasciò Milano alla volta di Roma per poi successivamente andare in Francia dove molti anni dopo vi morì il 2 maggio 1519.

Leonardo: macchineIl passaggio di Leonardo a Milano lascia molte testimonianze sia di architettura, sia di idraulica che di pittura ma ancora oggi a distanza di oltre 700 anni ci piace ricordare che in zona Ripamonti esiste un glicine dove Leonardo amava sedersi in compagnia di Ludovico il Moro. Sembra che proprio da sotto le sue fronde avrebbe dato vita al progetto della Conca Fallata del Naviglio Pavese. Da allora, la pianta è conosciuta con il nome di “glicine di Leonardo”.

Al di là dei risultati raggiunti, la contemporaneità straordinaria di Leonardo sta nell’approccio, nel metodo e nell’apporto fondamentale che ha portato alla cultura e allo sviluppo del genere umano. Per questo motivo la sua è considerata una creatività “utile”, tutte le sue invenzioni, infatti, puntavano sempre a migliorare la vita degli uomini.

E se è vero che inventò l’attrezzo per fare gli spaghetti, noi, suoi connazionali, non possiamo che ringraziarlo ripetutamente per averci donato il più buono dei cibi: il piatto di pasta. Grazie Leonardo!