Il ringraziamento o thanksgiving

Il ringraziamento o thanksgivingSai cos’è la festa del ringraziamento e perché si festeggia? Che cosa significa per gli americani? Cosa mangiano, come trascorrono la giornata? Oggi ti raccontiamo un po’ di storia, un po’ di tradizione e qualche curiosità legata alla festa evento più importante degli Stati Uniti d’America che si svolge da qualche secolo, il quarto giovedì di novembre. Quello di quest’anno è il 399°.

Tutto ebbe inizio nel 1620, quando i Padri Pellegrini, perseguitati in Inghilterra e sbarcati dal Mayflower nel Nuovo Mondo, arrivarono a Plymouth nel Massachusetts. L’inverno ormai era alle porte. Dopo il duro viaggio molti di loro morirono e si ritrovarono su un territorio selvatico abitato dai soli Indiani d’America.  Con loro avevano portato semi di vari prodotti che piantarono sui nuovi terreni ma, il clima ostile e le avversità del terreno, non ne produssero una quantità sufficiente per il loro sostentamento. Fu così che la comunità dei nativi americani corse in loro aiuto e suggerì quali prodotti seminare e che animali allevare: granoturco e tacchini. Nel 1621 ci fu il primo raccolto abbondante e i Padri Pellegrini, per ringraziare Dio e la comunità dei nativi che li aveva tanto aiutati, imbandirono tavole con tacchini, zucca, cereali, frutta secca e caramelle.

Grazie ad Abramo Lincoln e Sarah Josepha Hale

A quel tempo, non era destinata ad essere una festa ripetuta ogni anno ma, con la proclamazione nel discorso del Presidente Lincoln nel 1863, ne diventò la festa più importante per il popolo americano e da allora, dopo di lui tutti i Presidenti, ogni anno, hanno sempre tenuto un discorso solenne per l’evento.

Ma anche se la storia ci dice che fu il presidente Abramo Lincoln a proclamare il Thanksgiving Day come festività nazionale americana, sembra che a promuovere la decisione sia stata la scrittrice e editrice giornalistica Sarah Josepha Hale. La donna era convinta che questa cerimonia potesse rafforzare lo spirito di unione del Paese. Per questo, fin dal 1846 si impegnò a convincere i Presidenti USA a rendere nazionale questa festività fino ad allora celebrata esclusivamente nel New England.

Il tacchino da graziareOggi, alla Casa Bianca ogni anno, qualche giorno prima del Ringraziamento si svolge la Cerimonia di Grazia Presidenziale ovvero vengono consegnati al Presidente due tacchini che vengono graziati dallo stesso. Dal 1989 uno dei tacchini graziati dal Presidente apre la parata sulla Main Street di Disneyland. Entrambi gli esemplari graziati vengono poi trasferiti nel ranch di Frontierland, che si trova nel parco stesso. A partire dal 2005, il trasferimento da Washington a Los Angeles dei tacchini graziati avviene su un volo di prima classe della United Airlines.

Non tutti sanno che dal 2003 i cittadini americani sono invitati a scegliere il nome dei tacchini votando sul sito della Casa Bianca. I primi furono chiamati Stars e Stripes (Stelle e Strisce, nome che indica la bandiera americana).

Thanksgiving: cosa ci aspetta?

Il ringraziamento o thanksgivingNel corso dei secoli il Thanksgiving Day, festa dalla connotazione religiosa, diviene una festa laica. Per gli americani ha un forte e semplice significato simbolico: ringraziare la vita e Dio di tutte le cose buone capitate durante l’anno. Una festa da trascorrere rigorosamente con i familiari e gli amici più cari e la tradizione vuole che il pranzo venga organizzato a casa e mai al ristorante. È il week end lungo degli americani, le scuole sono chiuse, così come gli uffici governativi, le banche e gli esercizi commerciali. Si addobbano e si decorano le case con i colori dominanti che sono l’arancione delle zucche e le nuances del marrone dell’autunno.

Molti americani approfittano di questo giorno di festa per dormire un po’ di più o si alzano presto la mattina per assistere alla parata dal vivo a Manhattan o in diretta televisiva sulla NBC.

Il ringraziamento/thanksgiving e la Macy ParadeQuella di New York è la più famosa e viene chiamata Macy’s Parade in quanto il corteo festoso e mascherato è un’iniziativa dei dipendenti dei grandi magazzini Macy’s che dal 1900, in segno di riconoscenza da parte degli immigrati che avevano trovato un nuovo lavoro negli USA, sfilano con carri e palloni aerostatici in un percorso di 4 km che da Central Park West raggiunge la 34esima strada e conclude la sfilata davanti ai Grandi Magazzini Macy’s. Subito dopo la parata, c’è un’altra istituzione del Giorno del Ringraziamento: il National Dog Show, una delle tre principali esposizioni canine degli Stati Uniti.

Un altro appuntamento imperdibile nella tradizione della festa, è guardare il football in tv, dopo il pranzo in famiglia. L’usanza di giocare e guardare partite importanti affonda le sue radici ai tempi della Grande Depressione, quando nel 1934 la squadra dei Portsmouth Spartans, arrivò a Detroit per scontrarsi proprio nel giorno del Thanksgiving con i campioni in carica, i Chicago Bears. Il match, che vide gli Spartans sconfitti, ebbe un tale successo che si decise di ripeterlo ogni anno.

Ma le celebrazioni avvengono in tutte le città americane. Festeggiamenti di ogni tipo, giganteschi pupazzi che girano per le vie delle città, carri allegorici, bande, insomma tutti gli americani di ogni latitudine e longitudine sentono fortemente la voglia e il bisogno di rendere omaggio a questa giornata.

Cosa c’è per cena?

E a tavola? Naturalmente, come da antichissima tradizione, la portata fondamentale è il tacchino ripieno. Si racconta che per il giorno del Ringraziamento vengano consumati 45 milioni di tacchini e la California è lo Stato che ne consuma di più in assoluto! Ogni famiglia ha la propria ricetta e il ripieno cambia da est a ovest degli Stati. Per esempio nella costa est il ripieno prevede anche le ostriche, nel sud si farcisce con una focaccia al granoturco nel nord si può trovare anche con il Wild Rice (riso speziato); ma da est a ovest non possono mancare tutte le portate che rendono il pasto una vera festa di tradizione. Così ci sono il purè di patate dolci, la salsa gravy e la salsa di mirtillo, il burro speziato, il Corn bread (pane tipico della festività), le pannocchie al burro, l’insalata di piselli e  carote, i funghi,  la Pecan Pie (torta di noci) la Pumpkin pie (torta di Zucca) con panna montata e i biscotti alla zucca speziati e ripieni di formaggio cremoso, tutto rigorosamente fatto in casa. Prima di onorare il pranzo la maggior parte degli americani, facendo qualcosa di diverso dagli altri giorni, seduti intorno al tavolo recitano a voce alta, una preghiera di ringraziamento.

Il Presidente degli Stati Uniti è solito trascorrere il Giorno del Ringraziamento mangiando con i soldati, essendo anche comandante in capo delle Forze Armate.

Strettamente collegato al Thanksgiving Day è nella tradizione americana il Black Friday ovvero il venerdì successivo che da inizio negli USA allo shopping natalizio. Tale giorno, è stato nominato “venerdì nero” in riferimento all’enorme traffico stradale che si sviluppa ma anche perché “in nero” sono i guadagni dei commercianti che vendono la merce molto scontata.

E per chiudere…. una chicca: Il tacchino è così amato dagli americani, che addirittura il Presidente Benjamin Franklin avrebbe voluto proclamarlo animale-simbolo nazionale al posto dell’aquila e invece… finisce sempre nei loro piatti!